“Se tutt i ciegl canscessr u ran, n z mtess!”

E’ un detto cercese. Traduzione: “Se tutti gli uccelli conoscessero il grano, non si mieterebbe!”

Con questo proverbio vogliamo identificare due categorie di consumatori: quelli selettivi che preferiscono la qualità alla bellezza estetica del prodotto e quelli che, ahimè, badano solo alla presentazione impeccabile dell’alimento che stanno acquistando, senza sapere che molte volte questo è dovuto ad un trattamento intensivo sullo stesso.


Da un po’ di tempo proponiamo ai nostri consumatori la nuova linea 100% molisana. Ciò significa che semola e uova sono di provenienza molisana e soprattutto non trattate con sostanze nocive per l’organismo (niente di più disastroso!). La pasta resta ferma sugli scaffali, questo perché presenta un colore più naturale e leggermente più scuro dovuto ad una minore raffinazione della semola.
Per fortuna c’è una nicchia di consumatori, che si allarga a macchia d’olio, sempre attenta ed alla ricerca del prodotto genuino dal quale vuole solo qualità e controlli. La maggior parte dei consumatori, invece, continua a preferire il bello al sano. Questa mattina, nel discorrere con una cliente proprio di questo aspetto, la stessa mi ha evidenziato che anche sulla frutta il consumatore preferisce le mele industriali e commerciali: perfette, tutte uguali, bellissime.
“Ogni tanto dei produttori locali mi portano le loro mele un po’ bruttine e di misure diverse ma genuine, puntualmente restano invendute e quindi sono costretta a buttarle!”.
Il dato sconcertante è che ogni anno nel mondo ci sono 200.000 decessi causati proprio dai pesticidi presenti nel cibo, come
segnalato da questo articolo: https://www.sapereeundovere.com/200-000-morti-lanno-a-causa-dei-pesticidi-nel-cibo-ma-la-gente-continua-a-preferire-il-bello-al-sano/. Siamo quindi responsabili del nostro destino, semplicemente facendo la spesa al supermercato.

E tu, di che pasta sei?

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