come fare la salsa di pomodoro

Come fare la salsa di pomodoro in casa

Buongiorno e bentornati sul mio blog. In questo articolo vorrei parlarvi della salsa di pomodoro fatta in casa o, se preferite, conserva di pomodoro. O ancora sugo di pomodoro. I miei saranno dei semplici consigli per realizzarla, in quanto sono testimone diretta della sua produzione casalinga. Non solo testimone, anche parte attrice ATTIVA…spero che le mie sorelle non ridano di questa mia affermazione! Sono convinte che io sia poco propensa al lavoro manuale, ma vi garantisco che non è così 😀

Vi dico questo perché la mia infanzia è stata segnata da questa fantastica arte casalinga. Ricordo perfettamente tutta l’enfasi e l’attesa della raccolta e della trasformazione. Questa è una tradizione che continua negli anni. Non ricordo una sola estate in cui non abbiamo fatto la salsa. In effetti continua a tramandarsi di generazione in generazione, nonostante l’evolversi della nostra quotidianità. Mi fa piacere condividere con voi un pezzo della mia infanzia. Qui da noi, in Molise, ogni famiglia realizza ancora la salsa in casa. Spero di lasciare una testimonianza importante e soprattutto di invogliarvi a replicarla!

Preparazione delle bottiglie di vetro

La preparazione di quello che servirà per la realizzazione della salsa di pomodoro inizia molto in anticipo. Le bottiglie di vetro che serviranno per l’imbottigliamento sono riciclate. Infatti sono essenzialmente quelle della birra, nelle varie misure. Durante l’arco dell’anno sono gelosamente conservate. Soprattutto ci affrettiamo a bere tanta birra per recuperarle! 😉 O ancora le ricicliamo dalle produzioni precedenti. Circa una settimana prima dell’utilizzo sono accuratamente lavate e sterilizzate. Asciugate minuziosamente all’aria e predisposte per l’imbottigliamento. Nei miei ricordi c’è questa enorme vasca artigianale di pietra che veniva riempita di acqua, sapone e bicarbonato. Qui venivano immerse le bottiglie. Le stesse restavano lì a galleggiare per una giornata intera e noi bambine ci divertivamo a svuotarle e farle nuovamente riempire. Come pure ci divertivamo a lavarle creando una montagna di schiuma con il sapone.

Coltivazione dei pomodori e degli aromi

Pomodori

La coltivazione dei pomodori inizia a marzo. All’interno di un semenzaio sono disposti i vari semi di pomodoro recuperati l’anno precedente. Si estraggono dai pomodori freschi ed essiccati naturalmente al sole.

Semi di pomodoro recuperati da pomodori freschi

Dopo circa un mese le piantine sono nate e cresciute fino a 10 centimetri. In questo momento sono trasferite nell’orto precedentemente predisposto. In pratica il terreno è concimato con solo letame organico biologico nel mese di settembre. Successivamente arato, fresato e zappato. Solo in questo modo sarà pronto per accogliere le nostre piccole piantine. Siccome siamo in alta montagna occorre custodire bene le piantine e tenerle ben coperte per evitare che gelino.

Basilico ed altri aromi

Il nostro aroma principale è il basilico. Detto anche “vasinicola” in puro dialetto cercese. E’ così chiamato perché è seminato il giorno di San Nicola, cioè il 9 maggio. O meglio, questo è quello che mi riferiscono le mie nonne. Poi vi sono diverse correnti di pensiero.

A fine luglio il basilico è diventato bello e prosperoso. Peccato solo che io non riesca a farvi sentire il profumo di questa pianta. E’ davvero intenso e pungente, lo sento anche a distanza di diversi metri.

Stamattina ho scattato questa foto, davanti casa mia. Mamma lo ha messo in vaso, ed adorna tutta la mia abitazione.

basilico verde coltivato in vaso
Basilico verde coltivato in vaso davanti casa mia

Tutti gli altri aromi, che sono cipolla, carote, sedano (o “laccio” in dialetto cercese) sono già tutti maturi e pronti per essere lavorati.

La raccolta del pomodoro

I pomodori iniziano a maturare un po’ per volta, quindi li raccogliamo a più riprese. Ogni giorno, quindi, si scelgono i pomodori già maturi e vengono staccati dalla pianta. Anche in questa fase vorrei farvi sentire l’odore che emanano le piante. A volte mi siedo tra le piante e resto lì per ore a godermi il loro profumo intenso ed inebriante.

Mano mano che raccogliamo i pomodori, li disponiamo su un canovaccio traspirante. Restano qui affinché riposino, in attesa di raccoglierli tutti. In questa fase completeranno anche la loro maturazione.

Il giorno della salsa di pomodoro

Finalmente il grande giorno è arrivato. Siamo a fine agosto o inizio di settembre. Molti in paese attendono il giorno della festa patronale, San Vincenzo, che si festeggia l’11 settembre. In questa giornata di festa il paese freme intorno alle tantissime bancarelle del mercato contadino. E’ la giornata in cui si acquistano i tappi che si serviranno per chiudere le bottiglie della nostra salsa di pomodoro. O ancora qui si può reperire qualche attrezzatura necessaria, come la tappatrice.

Adulti e piccini si adoperano tutti per aiutare nella preparazione. C’è chi raccoglie il basilico, chi prepara le attrezzature, chi mangia la passata ancora calda sul pane fresco (io), chi accende il fuoco e quindi il forno a legna (in seguito vi spiegherò perché)… Infine c’è chi passa le verdure e le scotta per la nostra salsa con verdure.

Lavorazione del pomodoro

  • Lavare i pomodori: in un recipiente molto capiente i pomodori galleggiano in abbondante acqua fredda per essere lavati. In questa fase verrà eliminata la terra o eventuale fango che avrà sporcato il frutto.
  • Bollitura: mentre laviamo i pomodori, mettiamo a bollire l’acqua in un grande calderone di rame. Raggiunto il bollore, caliamo i pomodori che bolliranno per alcuni minuti.
  • Spremitura: immediatamente i pomodori sono passati nel passapomodoro, che ci aiuterà a separare semi e buccia. In questa fase raccogliamo l’acqua del pomodoro che imbottigliamo a parte. Sarà un prodotto utilissimo per il sugo, o per creare il condimento delle squisite capresine artigianali… Tecnica largamente utilizzata anche in Sicilia, infatti il prodotto è disponibile online Essenza di Pomodoro Marinda.
  • Imbottigliamento: la salsa di pomodoro adesso è bollente. Nelle bottiglie verrà inserito un ciuffo di basilico e versata immediatamente la salsa. Nel tempo il basilico rilascerà nel prodotto tutti i suoi umori ed il suo olio essenziale. Questo contribuirà ad impreziosire la nostra passata di pomodoro. Parte della salsa verrà lavorata con le nostre verdure preparare in precedenza. Successivamente le bottiglie sono chiuse manualmente con la nostra tappatrice ed i tappi precedentemente sterilizzati in acqua bollente.
  • Sterilizzazione: le bottiglie realizzate sono trasferite nello stesso calderone dove abbiamo scottato i pomodori. Chiaramente dopo averlo lavato ed asciugato. Quindi riempiamo di acqua fredda e canovacci e trasferiamo le bottiglie di salsa. Questa operazione è fatta all’aperto, su fuoco acceso con la legna. Il calderone è coperto con un enorme coperchio e portato ad ebollizione. La sterilizzazione dura circa mezz’ora o comunque fino a che il fuoco si spegne. Resteranno qui a raffreddare e riposare fino al giorno successivo. Finalmente la nostra passata di pomodoro è pronta per essere conservata in dispensa.

La pizza con il pomodoro appena lavorato

La giornata della salsa è attesa per tutto l’anno ed è, più che altro, un momento di aggregazione e condivisione.

Infine condivido con voi un’ultima perla di storia. In questa giornata, dalla mattina, viene acceso il fuoco che servirà per cuocere i pomodori e per sterilizzare poi le bottiglie. La stessa brace servirà per cuocere delle pizze impastate il giorno prima e condite con la salsa fresca appena realizzata. Non riesco a trovare le parole giuste per descrivere il sapore della pizza.

Sentori di pomodoro fresco, pomodoro cotto, basilico appena raccolto, pizza con pomodoro. Sono questi profumi che fissano in maniera indelebile nella nostra mente una tradizione contadina sempre attuale.

Ci impegniamo affinché i nostri figli, nipoti e future generazioni portino con sé questo enorme bagaglio di cultura e tradizione. Ci auguriamo che la nostra testimonianza sia per loro motivo di crescita e crei quel legame indissolubile con il territorio. Che l’aggregazione di questi momenti li riporti sempre alle proprie radici.

Prenota la tua salsa sul nostro shop

Questa idea è nata per farvi scoprire o riscoprire un prodotto della tradizione contadina molisana. Ha una storia incredibile e vuole essere un modo per portare nelle vostre tavole tutto ciò che di buono sappiamo fare.

E’ una sorta di sfida, in quanto alle spalle ha un lavoro instancabile di preparazione ed organizzazione. Vi invito a leggere attentamente tutte le caratteristiche del prodotto Salsa di Pomodoro fatta in casa. Ho descritto in maniera attenta e minuziosa tutta la lavorazione.

Perché nutrirsi di pomodoro?

Come risaputo il pomodoro è ricco di licopene. Questo carotenoide è strepitoso per le sue innate proprietà antiossidanti. Esso influisce in maniera estremamente positiva sull’invecchiamento e addirittura sulla prevenzione di alcuni tumori.

Il massimo assorbimento di licopene si ha con i pomodori maturi e cotti. Questo perché l’alta temperatura ne amplifica l’assimilazione. Quindi la nostra salsa di pomodoro è indispensabile all’organismo umano.

Contrasta in maniera efficace i radicali liberi prevenendo, quindi, una serie di malattie degenerative, come aterosclerosi, Alzheimer o il morbo di Parkinson.

A livello tumorale:

  1. previene il tumore all’intestino;
  2. riduce il tumore alla prostata;
  3. consigliato ai fumatori per ridurre il rischio di tumore ai polmoni;
  4. aiuta nella prevenzione del cancro al seno

Ormai innumerevoli studi confermano le eccellenti qualità di questo frutto.

Gli dobbiamo tanto al pomodoro… Non deve assolutamente mancare nella nostra dieta!

Aspetto vostri commenti o tutte le info di cui avrete bisogno.

Un saluto dal Molise che non esiste! 😉

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Scritto da
Lina Petraglione
Nativa dell’Italia meridionale, Lina vive a Cercemaggiore a circa mille metri di altezza sul livello del mare. Ama passeggiare nella natura che circonda la sua abitazione ed il pastificio di famiglia. Da sempre appassionata di cibo di qualità e di erbe spontanee, che lontano dal lavoro ama raccogliere nelle campagne incontaminate del suo paese.

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