Spighe Molisane

spaghetti

Lo Spaghetto, il re di tutte le paste

Produrre uno spaghetto di qualitร  รจ cosa assai complessa, questo si sa. Occorre tanta esperienza, studio e pazienza per tirare fuori un prodotto di buona fattura. L’ingrediente fondamentale รจ sempre uno e sempre lo stesso: la passione. Questo sentimento verso il proprio lavoro renderร  vana tutta la fatica impiegata per raggiungere il risultato e ci darร  delle soddisfazioni incredibili. Produrre uno spaghetto buono o comunque qualsiasi altra pasta implica tantissime variabili, che vanno dalla scelta delle materie prime al confezionamento del prodotto finito. Proviamo a scoprire insieme tutti i segreti del nostro spaghetto artigianale e come riusciamo a farlo cosรฌ buono.

Il nostro spaghetto artigianale

Da circa un anno abbiamo incrementato la nostra offerta di paste, aggiungendo ad esse il tanto decantato spaghetto. Prima di lanciarlo sul mercato abbiamo studiato tanto, abbiamo lavorato su tutte le fasi di produzione e fatto tantissime prove. La nostra esperienza in campo pastario ci ha aiutato molto, ma non รจ bastata. Ci siamo formate sulla pasta fresca e cosa assai diversa รจ il mondo della secca. Provo a spiegarvi come abbiamo impostato il lavoro e quali sono i nostri punti di forza. Elementi che hanno reso il nostro spaghetto cosรฌ ruvido e tenace, dal carattere forte e prepotente. I fattori che influenzano la qualitร  del nostro prodotto sono davvero tanti, ecco perchรฉ ogni pastificio produce uno spaghetto diverso da un altro.

Le materie prime dello spaghetto

Partiamo dal fatto che per produrre una buona pasta occorre avere degli ingredienti di pari livello qualitativo. Il nostro spaghetto nasce dall’unione di semola di grano duro ed acqua. Potrebbe sembrare banale come affermazione ma non รจ cosรฌ semplice scegliere le materie prime.

Non basta adoperare il migliore grano presente sul mercato, occorre anche capire se quel grano va bene per la nostra lavorazione artigianale. Ci tengo a precisare questo passaggio in quanto io sono una testa dura: mi ero incaponita di voler produrre uno spaghetto tutto molisano. A tal proposito volevo utilizzare solo il grano molisano.

Dopo mesi e mesi di prove ho dovuto gettare la spugna, cambiare grano e ricominciare tutto da capo. La difficoltร  che ho trovato nel lavorare il solo grano molisano รจ la sua fragilitร  sia in termini di lavorazione che di gusto. Infatti lo spaghetto che tiravo fuori era talmente fragile che bastavano pochi secondi di cottura in piรน per farlo scuocere. Tutto questo per precisarvi che nella mia lavorazione dello spaghetto non sono riuscita ad utilizzare il solo grano molisano.

Il grano

Il nostro spaghetto viene lavorato con un mix di grani nazionali, per lo piรน del sud Italia come provenienza. I grani vengono selezionati in base a varie caratteristiche: prima fra tutte occorre precisare che parliamo di grano duro. Lo stavo dando per scontato ma cosรฌ non รจ. Certo รจ che ce lo impone la legge, difatti solo in Italia vige l’obbligo di utilizzare solo grano duro per la produzione di pasta secca. Secondo, io sono ben contenta di questo perchรฉ ritengo che la semola di grano duro, essendo meno raffinata rispetto alla farina di grano tenero, sia di gran lunga piรน salutare. Altro grano “interessante” รจ quello di Saragolla, in quanto povero di glutine e molto digeribile. Difficile da lavorare per la pasta lunga ma non impossibile. Sul nostro shop offriamo la farina di grano duro Saragolla per chi volesse cimentarsi ed impastare a casa.

L’acqua

Chi l’avrebbe mai detto? Eppure il nostro secondo ingrediente รจ fondamentale nella sua composizione per ottenere un buon prodotto. In particolare occorre lavorare sulla sua durezza. Questo avviene perchรฉ i suoi due sali minerali principali: calcio e magnesio influiscono sulla formazione della maglia glutinica. La formazione del glutine ha un ruolo fondamentale in fase di impasto in quanto ci permetterร  di avere un composto omogeneo e determinerร  tutte le fasi successive di lavorazione del nostro spaghetto. La nostra acqua รจ di una durezza moderata, ed รจ l’ideale per un impasto ben amalgamato. Sgorga dalle sorgive del massiccio del Matese, in Molise. La quantitร  di acqua che andrร  aggiunta alla semola di grano duro sarร  variabile, questo valore sarร  determinato dalle caratteristiche stesse della semola e dalla sua capacitร  di assorbimento del liquido.

Trafilare al bronzo lo spaghetto

Entriamo sempre di piรน nei dettagli e stavolta cercheremo di capire le varie trafile disponibili per creare fisicamente il nostro spaghetto artigianale. Una volta creato l’impasto con acqua e semola di grano duro, procediamo all’estrusione e cerchiamo di capire quale trafila รจ la migliore. Chiaramente dire che una trafila รจ migliore di un’altra non รจ del tutto corretto, in quanto la questione รจ alquanto soggettiva.

Per il nostro prodotto noi abbiamo scelto quella in bronzo perchรฉ ci consente di ottenere uno spaghetto piรน ruvido. L’alternativa sarebbe stata utilizzare una trafila in teflon che ci avrebbe permesso di ottenere una compostezza piรน liscia della pasta e ci avrebbe di gran lunga semplificato il lavoro. Infatti, una trafila o stampo in teflon permette di lavorare in maniera molto piรน spedita e veloce. Mentre una trafila in bronzo ha bisogno di piรน attenzioni in quanto la pressione esercitata per estrudere il prodotto stressa particolarmente la nostra pasta.

Le nostre trafile in bronzo sono state personalizzate alle nostre esigenze, in quanto volevamo una ruvidezza maggiore della trafila, rispetto allo standard.

L’essiccazione

Nota dolente per tutti i pastai del mondo. L’essiccazione della pasta รจ una delle fasi piรน complesse e “misteriose” ai neofiti del mestiere. E’ quindi uno dei punti critici di tutta la produzione e determinante per la riuscita del prodotto.

Le variabili di questa fase sono quattro: temperatura, umiditร , tempo e ventilazione. L’essiccazione puรฒ essere lenta ed a basse temperature oppure veloce ed a temperature alte.

Uno spaghetto artigianale, come pure il nostro, vanta molte ore di essiccazione. Parliamo di circa 60 ore in termini di tempo ed una temperatura che di solito non supera i 38ยฐC. Questo inciderร  notevolmente sulla qualitร  del prodotto finale e chiaramente sul suo costo. Lo spaghetto ottenuto avrร  conservato tutti i suoi sapori e profumi, in quanto si รจ asciugato quasi naturalmente. L’importanza di un essiccatoio statico, rispetto ad una essiccazione naturale, รจ la costanza con cui garantisce i valori di essiccazione.

In un processo industriale, invece, la velocitร  di essiccazione determinerร  una produzione maggiore quindi i tempi sono notevolmente ridotti. Riducendo il tempo di essiccazione occorrerร  aumentare, di contro, la temperatura affinchรฉ il nostro spaghetto si asciughi in fretta. Il risultato finale sarร  necessariamente una pasta che avrร  “bruciato” le sue proprietร  nutritive, alquanto insapore e di un colore che va verso l’arancio. Questo accade perchรฉ l’alta temperatura tende a “caramellare” la pasta rendendola anche di difficile digestione.

Il packaging

Abbiamo scelto di incartare a mano il nostro spaghetto. Il materiale รจ la carta, ma non una qualsiasi. La scelta รจ andata sulla fibra di cotone, che dona alla confezione quel tocco in piรน di opacitร . Abbiamo scelto il marchio “La Pasta di Rita”, nostro secondo brand che veste tutte le paste classiche. Occorre tanta pazienza e soprattutto tempo per questa operazione. Innanzitutto il prodotto viene pesato manualmente e successivamente incartato.

Ogni pacco di spaghetti รจ unico ed esclusivo in quanto non verrร  mai un pacco uguale ad un altro. Ci piaceva, anzi mi piaceva (perchรฉ vi ricordo che io sono sempre la rompiscatole della famiglia), dare a questo prodotto il giusto abito che potesse presentare al meglio il suo contenuto.

Spaghetti la Pasta di Rita

Volevo uno spaghetto buonissimo, tenace, dal carattere forte ed imponente, corposo, indistruttibile, unico, diverso, perfetto, bello e con indosso il suo abito migliore. Protagonista del piatto e sempre e comunque al centro dell’attenzione. Insomma l’ho fatto a mia immagine e somiglianza. E niente…Non so se ho raggiunto la perfezione, ma di certo ci sono andata molto vicino!

Lina

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